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venerdì 3 settembre 2010

Il caso della NOC venezuelana

martedì 5 maggio 2009

di David. R. Mares, Professore di Scienze Politiche, Università della California, San Diego e Ricercatore presso il James A. Baker III Institute for Public Policy, Rice University

 

Con un portafoglio di attività caratterizzato da elevata integrazione e internazionalizzazione che spazia dal settore petrolifero, a quello del gas e petrolchimico, la compagnia di stato del Venezuela, la PDVSA, è oggi una delle più importanti compagnie petrolifere del mondo. Nonostante possa ancora contare su diversi punti di forza, negli ultimi nove anni detta impresa è stata sottoposta a molteplici tensioni e il recente combinarsi della recessione economica internazionale con le politiche di Hugo Chavez non ha fatto altro che indebolirla ulteriormente. La PDVSA è stata usata per finanziare la nazionalizzazione del settore elettrico, per l’acquisto o il sequestro di imprese private in diversi settori dell’economia e lo scorso anno il governo l’ha ufficialmente incaricata di intervenire, attraverso un suo diretto coinvolgimento, in tutti quei settori ritenuti strategici per lo sviluppo sociale della nazione, quali l’agricoltura, l’istruzione e la sanità. I dati mostrano poi come la compagnia di stato sia diventata uno strumento per assorbire forza lavoro/creare occupazione, avendo riportato nel 2008 un aumento del personale del 25% per un totale di 75,600 unità (1).

 

All’inizio del 2009, molti analisti, tra cui chi scrive, credevano che Chavez avrebbe moderato il suo approccio nei confronti del settore energetico in virtù del drastico collasso dei prezzi del petrolio e della recessione globale. Il Presidente venezuelano ha obiettivi ambiziosi tra cui il piano di investimento 2009 della PDVSA che ammonta tra i 12 e i 14 miliardi di dollari e le sue passate politiche non sono state, per usare un eufemismo, investor-friendly. Dovrebbe invece essere preoccupato del fatto che i dati riportati dall’Agenzia Internazionale per l’Energia indicano un calo della produzione della compagnia di stato prossimo al 45% nel periodo dicembre 1997-dicembre 2008, nonostante il suo governo sostenga che la riduzione sia nell’ordine del 13% (2). In particolare, la raffineria Cardon, ma non è stato un caso isolato, negli ultimi mesi ha riscontrato diversi problemi quali incendi e interruzione dell’erogazione di elettricità, segni evidenti dell’inadeguatezza degli investimenti effettuati in manutenzione (3). Inoltre, Chavez dovrebbe sapere che la PDVSA non ha mantenuto la promessa di investire in una nuova raffineria in Brasile, lasciando sola la Petrobras in questo progetto (4). E di certo le questioni legali pendenti associate alla confisca di asset di proprietà di Exxon Mobil e Conoco-Philips mettono in pericolo gli asset che la PDVSA stessa detiene negli Stati Uniti (raffinerie CITGO).

 

Solo pochi passi sono stati compiuti seguendo un approccio più moderato. Ad esempio, nel 2009 la PDVSA pensa di poter tagliare i costi operativi del 40% e Chavez ha messo in guardia il personale dal cercare di ottenere aumenti salariali in questa congiuntura (5). Il Venezuela sta cercando in tutto il mondo nuovi partner interessati ad accedere alle abbondanti riserve di idrocarburi del paese e al suo potenziale petrolchimico. Almeno sulla carta, Giappone e Iran hanno risposto positivamente (6).

 

Nonostante questi piccoli sforzi, la maggior parte delle azioni intraprese non solleva la PDVSA dal suo stato di crisi. Invece di adottare politiche volte a migliorarne l’efficienza e accrescerne la capacità produttiva, nonché a instaurare rapporti concilianti con i partner privati della NOC e con le società parapetrolifere, il governo di Chavez sta perseguendo la strada delle minacce e delle confische. I significativi tagli dei costi operativi sembrano ricadere pesantemente sulle società parapetrolifere stesse. Il governo dichiara di voler mantenere il livello di occupazione attuale della PDVSA, nonostante questa sia indebitata per 7 miliardi di dollari nei confronti di 4500 imprese di servizi sia nazionali che internazionali. Alcune di queste, tra cui Helmerich & Payne e Ensco, hanno interrotto le operazioni di perforazione nell’intento di esercitare pressione sul governo e ottenere il dovuto pagamento. La risposta governativa è stata la confisca di uno dei pozzi della Ensco e il Ministro dell’Energia, nonché Presidente della PDVSA Rafael Ramirez, ha annunciato che non verranno pagati i fornitori di servizi che hanno agito nel proprio interesse e che hanno speculato sui loro contratti. Il governo si aspetta inoltre che questi procedano a una riduzione retroattiva del 40% delle somme loro dovute dalla PDVSA (7).

 

Il successo conseguito da Chavez sull’onda dell’escalation dei prezzi del petrolio tra il 2004 e il 2008 potrebbe averlo indotto a sovrastimare le sue capacità di negoziazione con le imprese nazionali e internazionali e a fare promesse alla nazione troppo rischiose da modificare. Se è cosi, non si assisterà a nessuna riforma positiva della NOC venezuelana. La PDVSA difficilmente collasserà, ma i suoi costi, divenuti più alti, così come la sua capacità produttiva in calo, continueranno ad avere un impatto negativo sui rapporti con i partner e sull’intero paese.

 

 

NOTE

 

1 . Deisy Buitrago, “Growing labor unrest to hurt Venezuela's PDVSA” http://www.reuters.com/article/GCA-Oil/idUSTRE52J5UA20090320?sp=true 20 Marzo 2009

 

2.  Ramon Espinasa, “Venezuela: Oil Sector Performance 1997-2008” http://www.rice.edu/energy/events/past/26feb09Espinasa.pdf

 

3 . Business News Americas, “PDVSA reports new fire at Cardón – Venezuela” 15 Aprile, 2009

 

4 . Jeff Fick, “Brazil Petrobras, PdVSA Continue Talks On Refinery – Estado”  Dow Jones Newswires, 27 Aprile 2009, http://online.wsj.com/article/BT-CO-20090427-713512.html

 

5 . Deisy Buitrago, “Growing labor unrest to hurt Venezuela's PDVSA” http://www.reuters.com/article/GCA-Oil/idUSTRE52J5UA20090320?sp=true 20 Marzo 2009

 

6 . Business News Americas, “PDVSA slashes executive pay, promises to maintain investments – Venezuela”

27 Aprile 2009

 

7 . Steven Bodzin, “Helmerich & Payne Says PDVSA Debt May Not Be Paid (Update2) “ Bloomberg, 30 Aprile 2009