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martedì 9 febbraio 2010

Il System marginal price

martedì 24 febbraio 2009

di Diego Menegon

 

Il system marginal price è un meccanismo di fissazione del prezzo dell’energia elettrica ampiamente diffuso in Europa e impiegato in Italia nel mercato del giorno prima, dove viene effettuata la più parte degli scambi di energia elettrica del mercato a pronti, e nel successivo mercato di aggiustamento. Per semplificare, si può descrivere sinteticamente il system marginal price come quel meccanismo che remunera i produttori corrispondendo a tutti il prezzo di equilibrio tra domanda e offerta, che è pari al prezzo dell’offerta più onerosa tra quelle accettate per soddisfare la domanda.

 

Funzionamento del system marginal price

 

Nel dettaglio, con il meccanismo a prezzo marginale, l’incontro della domanda e dell’offerta avviene nel modo seguente. Dal lato dell’offerta, gli operatori indicano le quantità di energia che sono disposti a fornire e il prezzo minimo al quale sono disposti a vendere le medesime quantità (prezzo minimo di cessione). Dal lato della domanda, gli operatori indicano, invece, le quantità di energia che desiderano acquistare e il prezzo massimo che sono disposti a corrispondere per le medesime quantità (prezzo massimo di acquisto).

 

Successivamente si selezionano le offerte secondo un criterio di merito economico. Le offerte di vendita vengono selezionate in ordine crescente di prezzo e le offerte d’acquisto vengono selezionate in ordine decrescente di prezzo. Il prezzo marginale di sistema è quel prezzo di equilibrio che si ricava dal confronto tra le offerte di vendita e di acquisto, tale da massimizzare il volume di scambi. Nel system marginal price tutti gli operatori vengono remunerati al prezzo marginale, pari a quello relativo all’ultima offerta selezionata, a prescindere dal prezzo precedentemente offerto dal singolo operatore.

 

Il vantaggio solitamente associato al sistema del prezzo marginale è l’incentivo dato all’innovazione e all’efficientamento della produzione. La differenza tra il prezzo dell’offerta e il prezzo marginale premia, infatti, l’efficienza degli impianti e consente ai produttori di investire in tecnologie che abbattano i costi. Poiché l’energia elettrica ha le caratteristiche del bene omogeneo, la concorrenza tra fornitori si gioca nella capacità di ridurre per l’appunto i costi di produzione. Qualora esistessero tutte le condizioni che definiscono un mercato altamente concorrenziale, la competizione dei produttori per ottimizzare i costi eserciterebbe una pressione al ribasso del prezzo marginale.

 

La principale critica mossa al system marginal price fa leva sui risparmi che gli utenti conseguirebbero con l’accettazione di offerte a prezzi più bassi del prezzo marginale. Si può tuttavia ipotizzare che, se non si applicasse il system marginal price, il comportamento dell’offerta si adeguerebbe cercando di prevedere il prezzo marginale e avanzando offerte di poco più vantaggiose. D’altra parte, le caratteristiche di una domanda poco elastica come quella di energia sono dati sulla base dei quali si possono elaborare adeguate strategie di vendita. I risparmi sottratti dal marginal price sono pertanto reali, ma non nella misura ipotizzata durante la conferenza stampa del Consiglio dei Ministri dello scorso 28 novembre, quando vennero illustrate le linee principali della riforma contemplate dal d.l. 185/08. Allora si quantificò il risparmio ottenuto dagli utenti con l’intera differenza tra i prezzi offerti singolarmente dai produttori e il prezzo marginale altrimenti corrisposto. A maggior ragione, se si considera che talvolta le offerte presentano un prezzo pari a 0, confidando nell’adeguatezza del prezzo marginale da altri determinato.

 

Altri fattori che incidono sul prezzo marginale: vincoli fisici e mercati zonali

 

Nei fatti, la selezione delle offerte deve tener conto anche dei vincoli fisici agli scambi di energia, conseguenti alla capacità della rete elettrica di trasportare l’energia dai luoghi di produzione ai luoghi di consumo. Per questo motivo, prima dell’apertura e della chiusura del mercato del giorno prima il GME consulta e scambia informazioni con Terna, il Gestore della rete di trasmissione. Affianco al criterio economico, quindi, i vincoli fisici ai collegamenti tra produttori e le utenze condizionano il prezzo marginale di sistema.

 

Il mercato elettrico italiano è ripartito in 6 zone, individuate sulla base dei suddetti vincoli legati alla più limitata connessione con le aree contigue; il prezzo marginale è calcolato con riferimento a ciascuna zona. Mentre gli operatori che acquistano nel mercato del giorno prima pagano il prezzo unitario nazionale, ossia la media ponderata dei prezzi zonali, i produttori sono quindi remunerati al prezzo zonale, più alto dove alla scarsità dell’offerta si somma l’impossibilità di trasportare l’energia prodotta altrove.

 

Vi sono quindi produttori che, o per l’ampia quota di mercato controllata, o per l’importanza e la posizione strategica dei propri impianti, hanno una più netta influenza nella determinazione del prezzo nei singoli mercati zonali. Anche per questo motivo, i produttori presentano talvolta delle offerte a prezzi pari a 0, delegando al leader di mercato o a produttori ritenuti essenziali il compito di decidere il prezzo marginale di sistema.

 

Considerazioni finali

 

Da quanto qui esposto, si ricava che di per sé il meccanismo del system marginal price può considerarsi un metodo ragionevole di determinazione del prezzo da corrispondere a tutti i produttori per un bene omogeneo come l’energia elettrica. Tuttavia il suo funzionamento e il comportamento dei singoli operatori in rapporto a esso variano notevolmente sotto l’influenza di altri fattori, quali il numero di competitors e le caratteristiche fisiche del mercato di riferimento; fattori questi su cui occorre davvero lavorare per rendere il mercato più competitivo e garantire reali benefici ai consumatori.