martedì 24 febbraio 2009
di Diego
Menegon
Il system marginal price è
un meccanismo di fissazione del prezzo dell’energia elettrica
ampiamente diffuso in Europa e impiegato in Italia nel mercato del
giorno prima, dove viene effettuata la più parte degli scambi di
energia elettrica del mercato a pronti, e nel successivo mercato di
aggiustamento. Per semplificare, si può descrivere sinteticamente
il system marginal price come quel meccanismo che remunera
i produttori corrispondendo a tutti il prezzo di equilibrio tra
domanda e offerta, che è pari al prezzo dell’offerta più onerosa
tra quelle accettate per soddisfare la domanda.
Funzionamento del system
marginal price
Nel dettaglio, con il meccanismo a
prezzo marginale, l’incontro della domanda e dell’offerta avviene
nel modo seguente. Dal lato dell’offerta, gli operatori indicano le
quantità di energia che sono disposti a fornire e il prezzo minimo
al quale sono disposti a vendere le medesime quantità (prezzo
minimo di cessione). Dal lato della domanda, gli operatori
indicano, invece, le quantità di energia che desiderano acquistare
e il prezzo massimo che sono disposti a corrispondere per le
medesime quantità (prezzo massimo di acquisto).
Successivamente si selezionano le
offerte secondo un criterio di merito economico. Le offerte di
vendita vengono selezionate in ordine crescente di prezzo e le
offerte d’acquisto vengono selezionate in ordine decrescente di
prezzo. Il prezzo marginale di sistema è quel prezzo di equilibrio
che si ricava dal confronto tra le offerte di vendita e di
acquisto, tale da massimizzare il volume di scambi. Nel system
marginal price tutti gli operatori vengono remunerati al
prezzo marginale, pari a quello relativo all’ultima offerta
selezionata, a prescindere dal prezzo precedentemente offerto dal
singolo operatore.
Il vantaggio solitamente associato
al sistema del prezzo marginale è l’incentivo dato all’innovazione
e all’efficientamento della produzione. La differenza tra il prezzo
dell’offerta e il prezzo marginale premia, infatti, l’efficienza
degli impianti e consente ai produttori di investire in tecnologie
che abbattano i costi. Poiché l’energia elettrica ha le
caratteristiche del bene omogeneo, la concorrenza tra fornitori si
gioca nella capacità di ridurre per l’appunto i costi di
produzione. Qualora esistessero tutte le condizioni che definiscono
un mercato altamente concorrenziale, la competizione dei produttori
per ottimizzare i costi eserciterebbe una pressione al ribasso del
prezzo marginale.
La principale critica mossa al
system marginal price fa leva sui risparmi che gli utenti
conseguirebbero con l’accettazione di offerte a prezzi più bassi
del prezzo marginale. Si può tuttavia ipotizzare che, se non si
applicasse il system marginal price, il comportamento
dell’offerta si adeguerebbe cercando di prevedere il prezzo
marginale e avanzando offerte di poco più vantaggiose. D’altra
parte, le caratteristiche di una domanda poco elastica come quella
di energia sono dati sulla base dei quali si possono elaborare
adeguate strategie di vendita. I risparmi sottratti dal
marginal price sono pertanto reali, ma non nella misura
ipotizzata durante la conferenza stampa del Consiglio dei Ministri
dello scorso 28 novembre, quando vennero illustrate le linee
principali della riforma contemplate dal d.l. 185/08. Allora si
quantificò il risparmio ottenuto dagli utenti con l’intera
differenza tra i prezzi offerti singolarmente dai produttori e il
prezzo marginale altrimenti corrisposto. A maggior ragione, se si
considera che talvolta le offerte presentano un prezzo pari a 0,
confidando nell’adeguatezza del prezzo marginale da altri
determinato.
Altri fattori che incidono
sul prezzo marginale: vincoli fisici e mercati zonali
Nei fatti, la selezione delle
offerte deve tener conto anche dei vincoli fisici agli scambi di
energia, conseguenti alla capacità della rete elettrica di
trasportare l’energia dai luoghi di produzione ai luoghi di
consumo. Per questo motivo, prima dell’apertura e della chiusura
del mercato del giorno prima il GME consulta e scambia informazioni
con Terna, il Gestore della rete di trasmissione. Affianco al
criterio economico, quindi, i vincoli fisici ai collegamenti tra
produttori e le utenze condizionano il prezzo marginale di
sistema.
Il mercato elettrico italiano è
ripartito in 6 zone, individuate sulla base dei suddetti vincoli
legati alla più limitata connessione con le aree contigue; il
prezzo marginale è calcolato con riferimento a ciascuna zona.
Mentre gli operatori che acquistano nel mercato del giorno prima
pagano il prezzo unitario nazionale, ossia la media ponderata dei
prezzi zonali, i produttori sono quindi remunerati al prezzo
zonale, più alto dove alla scarsità dell’offerta si somma
l’impossibilità di trasportare l’energia prodotta altrove.
Vi sono quindi produttori che, o per
l’ampia quota di mercato controllata, o per l’importanza e la
posizione strategica dei propri impianti, hanno una più netta
influenza nella determinazione del prezzo nei singoli mercati
zonali. Anche per questo motivo, i produttori presentano talvolta
delle offerte a prezzi pari a 0, delegando al leader di mercato o a
produttori ritenuti essenziali il compito di decidere il prezzo
marginale di sistema.
Considerazioni
finali
Da quanto qui esposto, si ricava che
di per sé il meccanismo del system marginal price può
considerarsi un metodo ragionevole di determinazione del prezzo da
corrispondere a tutti i produttori per un bene omogeneo come
l’energia elettrica. Tuttavia il suo funzionamento e il
comportamento dei singoli operatori in rapporto a esso variano
notevolmente sotto l’influenza di altri fattori, quali il numero di
competitors e le caratteristiche fisiche del mercato di
riferimento; fattori questi su cui occorre davvero lavorare per
rendere il mercato più competitivo e garantire reali benefici ai
consumatori.