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venerdì 3 settembre 2010

Il settore dei trasporti e il caro-greggio

di Vittorio D’Ermo (Direttore Osservatorio Energia AIEE)

La reazione del mercato ai prezzi.


martedì 1 luglio 2008


Piattaforma petrolifera

di Vittorio D’Ermo (Direttore Osservatorio Energia AIEE)

 

 

 

 

I prezzi del petrolio nel corso degli ultimi anni si sono mossi lungo un sentiero di crescita ininterrotta che li ha portati a livelli paragonabili a quelli raggiunti nei momenti più difficili delle grandi crisi energetiche degli anni ’70 e ’80 ma, a differenza di quel periodo, la domanda di petrolio mondiale ha continuato a crescere incoraggiando il formarsi di una pericolosa spirale rialzista di cui non si intravede ancora l’interruzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Fonte: elaborazioni su dati BP e Platts

 

 

Tra i fattori di maggior sostegno alla richiesta di crescenti quantitativi di petrolio, in un momento in cui l’offerta si sta avvicinando ai suoi limiti, vi è la crescita della domanda asiatica, sostenuta da prezzi interni non allineati a quelli internazionali, ma anche la ristrettezza dei margini di sostituzione del petrolio con altre fonti, almeno nel breve termine.


Negli ultimi anni in tutto in mondo il petrolio viene utilizzato per lo più dal settore trasporti con una domanda particolarmente rigida.
Per contener in qualche modo questa crescita le risposte più promettenti vengono dall’aumento di efficienza del parco (chilometri percorsi per unità di energia) e da miglioramenti di efficienza del sistema di trasporto nel suo complesso attraverso un sostanziale aumento della quota di mercato dei vettori più efficienti come navi e treni.


Gli aerei sono dal punto di vista dei consumi energetici il sistema più dispendioso anche se in questo settore sono ipotizzabili miglioramenti di efficienza.


Nel settore delle auto responsabili di un’aliquota preponderante dei consumi di petrolio le decisioni sono in grandissima parte decentrate e quindi il ruolo dei consumatori è molto importante; solo essi possono, infatti, decidere di acquistare auto più efficienti e/o adottare comportamenti virtuosi.


In realtà anche il decisore pubblico può svolgere un ruolo con l’adozione di standard di efficienza obbligatori, ma il consumatore finale rimane un attore primario.


I dati ufficiali disponibili per comprendere come il consumatore stia reagendo all’ondata di rialzi dei prezzi dei carburanti non sono sufficienti per capire esattamente se i minori consumi che si cominciano a intravedere siano conseguenza di comportamenti virtuosi o di difficoltà a mantenere i livelli di consumo precedenti agli aumenti di prezzo.


Rispetto agli aumenti di prezzo la risposta sul piano quantitativo è stata finora abbastanza limitata rispetto all’obiettivo di contenere la crescita della domanda petrolifera mondiale, specie da parte dei paesi dell’area Ocse dove si registrano ancora i più elevati livelli di consumo.


Per quanto riguarda gli Stati Uniti solo il raggiungimento di quota 4 dollari per gallone da parte del prezzo della benzina ha cominciato a produrre effetti tangibili.


Rispetto a un anno fa i consumi americani di benzina sono scesi negli ultimi tempi, secondo i dati dell’EIA-Doe, da un valore medio di 9,537 milioni di barili/giorno, l’equivalente dell’intera produzione dell’Arabia Saudita, a 9,281 milioni di barili/giorno con una riduzione percentuale del 2,7% pari, in termini assoluti, a 256.000 migliaia di barili/giorno.


Combinando questa riduzione con l’aumento produttivo annunciato da parte dell’Arabia Saudita di 200.000 barili/giorno, si cominciano a intravedere nel bilancio petrolifero mondiale dei movimenti che non possono essere trascurati da quanti operano sia sul mercato fisico sia su quello dei futuri.


Il problema è capire se questo trend continuerà e si rafforzerà e soprattutto quali sono i fattori che lo stanno determinando.


D’altra parte solo un ridimensionamento o quanto meno un controllo della domanda petrolifera potrà contenere la spinta all’aumento dei prezzi.


Gli sviluppi in Italia di fronte ai sempre più elevati prezzi dei carburanti non sono molto facili da interpretare.
Complessivamente la domanda di energia dell’intero settore trasporti negli ultimi anni è andata aumentando a causa del sempre maggiore peso della componente del trasporto su gomma sia per il trasporto delle merci sia per quello delle persone.


In questo quadro la forte riduzione dei consumi di benzina non può essere attribuita automaticamente come a una risposta ai prezzi ma come il risultato del massiccio spostamento delle preferenze degli automobilisti italiani dalle vetture a benzina a quelle diesel.


Questo spostamento ha in qualche modo ha aumentato l’efficienza del parco dato che il motore diesel ha un rendimento migliore di quello a benzina, ma rimane da vedere se l’aumento di efficienza sia stato compensato dall’aumento della cilindrata e anche da un aumento della percorrenza media delle vetture private.


Considerando anche il costante aumento del trasporto merci su gomma ne risulta un bilancio non proprio esaltante dal punto di vista del contenimento della domanda complessiva di petrolio.
I dati relativi ai primi cinque mesi del 2008 e ancor più quelli relativi al mese di maggio evidenziano un cambiamento più marcato che si sta manifestando: oltre a un intensificarsi della flessione della domanda di benzina anche una crescita piuttosto contenuta della domanda di diesel.


Facendo invece riferimento a questi due prodotti leader del trasporto su gomma la forte riduzione della domanda di benzina non è stata compensata, come in altri periodi, dall’aumento della domanda di gasolio.
In questo fenomeno si possono intravedere sia una certa reazione agli aumenti dei prezzi dei carburanti sia le conseguenze del basso tono dell’attività economica.


Va peraltro precisato che di fronte agli alti prezzi della benzina sta aumentando il ricorso al GPL; tutto riduce l’impatto sulla domanda complessiva di petrolio sostenuta anche dalla espansione della domanda di carboturbo e di bunkeraggi.


In conclusione la strada per una riduzione strutturale dei consumi petrolio nel settore trasporto è ancora lunga e piena di difficoltà.

 

DOMANDA DEI PRINCIPALI PRODOTTI PETROLIFERI DEL SETTORE TRASPORTI IN ITALIA NEI PRIMI CINQUE MESI 2008
(MIGLIAIA DI TONN.)